Bibliografia

Catherine Clément- Julia Kristeva, The Feminine and the Sacred, Columbia University Press, (1997) 2001

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Griselda Pollok -Victoria Turvbey Sauron (eds.), The Sacred and the Feminine. Imagination and Sexual Difference, Palgrave, 2008

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Luce Irigaray, L’oblio dell’aria, Bollati Boringhieri, Torino 1996

—————,  Il respiro delle donne, Il Saggiatore, 1997

(Le donne hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con il divino. Il patriarcato le ha spesso sottratte al loro soffio, alla loro anima, imponendo loro una religione più rituale, più magica, più speculativa della loro, che è essenzialmente mistica. Teologhe di diverse confessioni, filosofe, pedagogiste, terapeute muovono alla ricerca della loro identità divina. Rivelano le chiavi di una fede e di una spiritualità femminile)

Luce Irigaray, Tra oriente e occidente. Dalla singolarità alla comunità, manifestolibri, 1997

 

(“Le nostre prospettive di fine millennio appaiono più decostruttive che costruttive. Esuli nel mondo che si sono fabbricati, gli uomini diffidano ormai di ogni proposta che alluda a un futuro possibile. Ma forse ciò accade perché, nella strada fin qui percorsa, c’era qualcosa di sbagliato. Forse le culture dell’Estremo Oriente possono darci degli insegnamenti per riformulare un’identità singolare che sia più in armonia con il cosmo, meno scissa fra corpo e spirito. E’ possibile creare un ponte fra le arcaiche culture aborigene femminili del mondo asiatico e le nostre società patriarcali, così da cambiare i rapporti tra cellula familiare e ordine statale?  Per Luce Irigaray, l’esperienza dello yoga e le tecniche del “respiro” ci possono introdurre a un diverso modo di essere con sé e con gli altri, di vivere la relazione a due e la sessualità”)

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Cultura visuale:

Federica Timeto ( a cura di), Culture della differenza. Femminismo, visualità e studi postcoloniali, Utet, 2008

Film:

“Kadosh” di Amos Gitai (1999)

(Sceneggiatura: Amos Gitaï, Eliette Abecassis; fotografia: Renato Berta; montaggio: Monica Coleman, Kobi Netanel; scenografia: Miguel Markin; musica: Philippe Eidel; suono: Michel Kharat; interpreti: Yaël Abecassis (Rivka), Yoram Hattab (Meïr), Meital Barda (Malka), Uri Ran Kaluzner (Yossef), Yussuf Abu-Warda (Rav Shimon), Leah Koenig (Elisheva), Sami Hori (Yaakov); produttore: Michel Propper, Amos Gitai; produzione: Agav Hafakot, M.P. Productions, Le Studio Canal plus, Mikado Film in collaborazione con Rai Radiotelevisione Italiana; distribuzione: Mikado; origine: Israele, 1999; durata: 116′)

Serge Toubiana, Il cinema di Amos Gitai. Frontiere e territori, Mondadori, 2006.

“Teza” di Haile Gerima 

(2008, 140 minuti – Prodotto da Wdr, Pandora Film Produktion, Haile Gerima, Karl Baumgartner, Marie-michÈle Cattelain, Philippe Avril, Joachim Von Mengershausen, Salome Gerima Per Negod-gwad Production, Unlimited. Distribuito da Ripley’s Film, 2009)

Cristina Piccino, “Intervista Haile Gerima, un’altra storia d’etiopia”, Il manifesto- Alias, 21 marzo 2009.

Mostra:

“Nigra Sum sed formosa. Sacro e bellezza dell’Etiopia cristiana” (2009) – Università Ca ‘Foscari, Venezia.

Arte:

Georgia O’Keffe -(Sun Prairie, 15 novembre 1887Santa Fe, 6 marzo 1986)

(è stata una pittrice statunitense. È associabile al precisionismo… A partire dal 1929 passò nel Nuovo Messico diversi mesi dell’anno, dipingendo alcune delle sue creazioni più famose in cui sintetizza l’astrazione con la rappresentazione di fiori e paesaggi tipici della zona, per lo più colline desertiche piene di rocce, conchiglie e ossa animali. I contorni sono increspati, con sottili transizioni tonali di colori che variano fino a trasformare il soggetto in potenti immagini astratte, talvolta trasfigurate in senso erotico).

“O’Keffe: Flowers” (utube- video)

The spirituality of nature: simplified, enlarged, isolated forms of nature.  Art and one’s senses are inseparable. Floral forms became sensual”. 

 

 

Scritture postcoloniali:

 

Jean Rhys, Il grande mare dei sargassi , Adelphi, 1980

 (film: Alfred Hitcock, Rebecca la prima moglie 1940; Wide Sargasso Sea, 1993 di John Duigan; Wide Sargasso Sea, film tv del 2006, diretto dal regista Brendan Maher).

 

Toni Morrison, Amatissima, Frassinelli, 1996

(film: Beloved di Jonathan Demme, Con Oprah Winfrey, Danny Glover, Thandie Newton, Kimberly Elise. Beah Richards, Lisa Gay Hamilton, Albert Hall, Jason Robards, durata 171 min. – USA 1998).

 

——————-Giochi al buio, Frassinelli, 1994

(Toni Morrison, Premio Nobel per la Letteratura 1993, “legge” alcuni scrittori americani di razza bianca da Willa Cather a Edgard Allan Poe a Hawthorne, da Hermann Melville a Mark Twain a Ernest Hemingway. Con argomentazioni affascinanti mette in luce come le caratteristiche tipiche della letteratura americana (l’individualismo, la virilità, lo scontro tra il candore e l’innocenza e le rappresentazioni del male) siano dovuti a una costante “influenza” africana).

 

——————-Un dono, Frassinelli, 2009

(Toni Morrison, prima scrittrice afroamericana a ricevere il Premio Nobel per la letteratura nel 1993, torna a parlare di schiavitu’ raccontando di un gesto terribile ma dettato dall’amore: una madre dona la sua bambina di sei anni a un mercante anglo-olandese nella speranza che abbia un futuro migliore del suo, di donna schiava. Il romanzo è ambientato due secoli prima di ‘Amatissima’, alla fine del Seicento, quando il commercio degli schiavi era solo agli inizi, e nell’America ancora incontaminata e selvaggia regnavano violenti contrasti religiosi e di classe, pregiudizi e oppressioni).

 

“Un giorno diceva la storia, un’aquila depose le uove in un nido altissimo, al sicuro dai serpenti e dalle zampe che davano loro la caccia. Ha gli occhi scintillanti e neri come la mezzanotte mentre le sorveglia. Basta il tremito di una foglia, l’odore di un’altra forma di vita e il suo cipiglio si fa più cupo, la testa si gira di scatto e le piume si sollevano in silenzio.Ha affilato gli artigli sulla roccia; il becco è come la falce di un dio guerriero. Protegge con ferocia i piccoli che stanno per nascere. Ma una cosa da cui non può difenderli: i pensieri malvagi dell’uomo. Un giorno un viaggiatore scala una montagna vicina.in piedi sulla vetta ammira tutto ciò che vede sotto di sé: Il lago turchese, gli abeti eterni, gli storni che veleggiano tra le nuvole tagliate dall’arcobaleno. Il viaggiatore ride davanti a tanta bellezza ed esclama: ” E’ perfetto. E’ mio” E quella parola si espande, rimondando come il tuono nelle vallate, su acri di primule e malva. Le creature escono dalle grotte chidedendosi cosa significhi. Mio. Mio- MIo. I gusci delle uova dell’aquila tremano e uno perfino si spacca.L’aquila volge il capo per scoprire la fonte di quel tuono strano e insensato, cala in picchiata per strappargli via con gli artigli quella risata e quel suono innaturale. Ma il viaggiatore aggredito solleva il bastone e la colpisce sull’ala con tutte le sue forze. Lei cade e cade fra gli stridi. Sopra il lago turchese, oltre gli abeti, tra le nuvole tagliate dall’arcobaleno. Fra gli stridi, gli storni, è portata via dal vento e non dalle ali.

Allora Florens sussurrava: “E adesso dov’è'”

“Sta ancora cadendo”, rispondeva Lina, “continuerà a cadere per sempre”

Florens respira appena. “E le uova? “- chiede

“Si schiudono da sole”- dice Lina

“Sopravvivono?” – il sussurro di Florens è carico d’ansia.

“Noi sì” –  dice Lina”

 

Teoriche femministe:

Hélène Cixous, Tre passi sulla scala della scrittura, Bulzoni, 2002

Adrienne Rich, – “Notes toward a Politic of Location”, in Bread, and Poetry. Selected Prose, U.S.A., Norton & Company,  1984.

       –  Nato di donna.La maternità in tutti i suoi aspetti. Un classico del pensiero femminile, Garzanti, 1996

 (Figlia come tutte, madre come molte, attingendo sia ai libri sia alla propria esperienza, Adrienne Rich è stata probabilmente l’autrice del primo libro interamente dedicato al tema della maternità dal punto di vista femminista. Nella gravidanza, nel parto, nell’allattamento, nell’educazione, nelle proiezioni mitiche e letterarie, Nato di donna, ci mostra le vicende storiche e psichiche della maternità diventare codice, istituto e gravame).

 

Gayatri Chakravorty Spivak,  Morte di una disciplina (Meltemi, 2003)

—————————————–, Critica della ragione postcoloniale (Meltemi, 2004).

(Gayatri Chakravorty Spivak insegna alla Columbia University di New York. Bengalese di nascita, vive negli Stati Uniti. È considerata una delle più note e affermate teoriche femministe americane e tra le massime esponenti degli studi postcoloniali. Tra le sue pubblicazioni, The Post-Colonial Critic: Interviews, Strategies, Dialogues , 1990).

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Lunedì 15 giugno 2009 alle ore 18 presso la libreria Ubik (via Benedetto Croce ) a Napoli si terrà la presentazione del libro La lingua di Cleopatra: traduzioni e sopravvivenze decostruttive. 

Relazioneranno:

  • l’autrice Silvana Carotenuto (docente di Letteratura Inglese contemporanea presso l’Università degli Studi Napoli L’Orientale)
  • Maurizio Calvi (docente di Letteratura Inglese contemporanea presso l’Università di Salerno)

La scrittrice Igiaba Scego leggerà passi dal testo.

lingua-Cleopatra-Carotenuto_1IL LIBRO

L’interrogativo che regge il pensiero scritturale qui presentato è se possa esistere, nella contemporaneità, un appello

utopico ad un lingua poetica che sappia accogliere l’alterità, esprimere le sue condizioni di esilio, annunciarne il desiderio di futuro.

Intorno a questi nuclei di analisi, La lingua di Cleopatra tesse – è la forza stessa della traduzione interpretata dalla figura sh

akespeariana, nella sua rielaborazione poetica ad opera di Emily Dickinson, nella scultura contemporanea di Liz Rideal, e nella riscrittura da parte di Diana Abu-Jaber – legami

strettissimi con il pensiero utopico di Walter Benjamin (e della Scuola di Francoforte), con la filosofia di Jacques Derrida nell’intreccio con il post-strutturalismo di Paul de Man, col pensiero post-coloniale di Gayatri C. Spivak nella sua vicinanza d’ispirazione con l’écriture feminine di Hélène Cixous.

La prospettiva è quella che s’interessa così al dibattito teorico sulla traduzione, all’intertestualità, alla (dis)appropriazione autoriale, alla firma femminile, alla sperimentazione di nuove forme della comunicazione artistica, con la musica, il cinema, il reportage giornalistico.

L’AUTRICE

Silvana Carotenuto è docente di Letteratura inglese contemporanea presso l’Università degli Studi di Napoli ‘L’Orientale’. Ha pubblicato, tra l’altro, i volumi La voce di Mnemosine (1990, Napoli), Ellissi di senso. L’altro corpo della tragedia shakespeariana (1999, Roma), la traduzione italiana di Tre passi sulla scala della scrittura di Hélène Cixous (2002, Roma), la cura, con altri, di Frontiere del corpo/ Frontiere dell’identità (2003, Salerno), e di La nuova Shahrazad. Donne e multiculturalismo (2004, Napoli). Oltre ad aver pubblicato vari saggi sulla scrittura femminile, la studiosa si occupa di decostruzione e di pensiero post-coloniale.